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Turrican3

Autore Topic: "Perché la stampa videoludica italiana è morta"  (Letto 430 volte)

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Offline Rot!

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Re:"Perché la stampa videoludica italiana è morta"
« Risposta #15 il: 4 Settembre, 2018, 12:55:01 »
Devo confessare che non so se io sia (psicologicamente? moralmente? economicamente? culturalmente?) pronto a pagare per dei contenuti online...

Di recente sono stato tentato di abbonarmi al Guardian, ma poi alla fine ho desistito (oggettivamente non lo controllo manco tutti i giorni e leggo perlopiu' in italiano)
Quando mi e' scaduto l'abbonamento a internazionale, non l'ho rinnovato: mi sono accorto che la versione digitale, l'unica possibile se si vive all'estero, mi risulta scomoda da leggere, in un certo senso non si integra bene con le mie abitudini, abitudini da dinosauro.
Se poi penso che un mese di PSPlus costa 8 euri e offre giochi, non commenti sui giochi, mi chiedo quale possa essere il prezzo adeguato per contenuti esclusivi online... per dire, leggo Kotaku quasi tutti i giorni, quanto sarei disposto a pagare?

Con cartaceo per me il discorso cambia radicalmente, e retrogame, storia del medium, ma anche approfondimenti sugli indie e sulla struttura dell'industria... sono tutti argomenti che stuzzicherebbero il mio interesse.

Saluti

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Re:"Perché la stampa videoludica italiana è morta"
« Risposta #16 il: 4 Settembre, 2018, 13:06:30 »
Ecco devo dire che questo è un problema anche per me, nel senso che mi guardo alle spalle e mi rendo conto che di Edge avrò FORSE letto uno o due numeri (!!!) nell'anno in cui ho avuto l'abbonamento in digitale, peraltro se non ricordo male a prezzo stracciatissimo. :|

Con la carta stampata sicuramente ho pure io un rapporto diverso. :sweat:

Ma d'altro canto ci sono cose che in cartaceo o sono complicatissime da reperire (penso a "Game Over", che ho letto di gusto) oppure son proprio impossibili, anche con uno sguardo ad un futuro che bene o male immagino prevalentemente se non del tutto in digitale pure su questo versante.

Boh!

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Re:"Perché la stampa videoludica italiana è morta"
« Risposta #17 il: 8 Settembre, 2018, 11:58:35 »
OT

Mi sono imbattuto per puro caso in questo articolo-intervista.

https://www.corriere.it/tecnologia/videogiochi/18_agosto_28/francesco-antolini-italiano-tripla-a72ad142-aad0-11e8-8af0-f325f3df3076.shtml

1- Ho trovato la lettura interessante e non conoscevo (come avrei potuto?) l'Antolini.
2- Ho pensato che se c'e' spazio per storie, contenuti e analisi addirittura sul corriere, allora forse in Italia e' mancata un po' sia la progettualità editoriale, sia la capacita' nel tempo di coltivare un pubblico interessato
3- Leggendo i nomi di cui parla, Milestone e Ubisoft, ho avuto ancora l'impressione (solo l'impressione) che l'Italia continui ad arrancare. Ma forse arranca anche con i numeri, forse Turry ha idee piu' precise di che mercato rappresenti il Belpaese.

Saluti

Offline Ifride

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Re:"Perché la stampa videoludica italiana è morta"
« Risposta #18 il: 8 Settembre, 2018, 12:46:48 »
Grazie per l'articolo!

Arranca arranca purtroppo, come in molti settori d'altronde.  :(
L'unica cosa molto positiva successa negli ultimi tempi sono le ottime vendite di Mario Conigli che mi pare sia il primo titolo non first party nelle classifiche per numero di copie vendute.

Offline Bluforce

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Re:"Perché la stampa videoludica italiana è morta"
« Risposta #19 il: 8 Settembre, 2018, 15:21:48 »
Vedrete, quest'anno FIFA 19 farà il record qui in Italia e rinvigorirà il nostro mercato :bua:

Offline Joe

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Re:"Perché la stampa videoludica italiana è morta"
« Risposta #20 il: 9 Settembre, 2018, 12:11:00 »
Ecco devo dire che questo è un problema anche per me, nel senso che mi guardo alle spalle e mi rendo conto che di Edge avrò FORSE letto uno o due numeri (!!!) nell'anno in cui ho avuto l'abbonamento in digitale, peraltro se non ricordo male a prezzo stracciatissimo. :|

Non so se il "problema" tuo con le riviste digitali coincida col mio, ma mi sono reso conto che l'impaginazione cartacea non si adatta per niente alla fruizione su un dispositivo come un tablet. Fin quando il layout usato rimarrà quello della versione cartacea, qualsiasi rivista in formato digitale sarà scomoda da leggere (non esiste che su uno schermo da 10" debba ritrovarmi a zoomare in continuazione).
Non capisco perché non investano in tal senso, essendo questo l'unico futuro per le riviste di informazione.

Online Turrican3

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Re:"Perché la stampa videoludica italiana è morta"
« Risposta #21 il: 10 Settembre, 2018, 12:54:14 »
3- Leggendo i nomi di cui parla, Milestone e Ubisoft, ho avuto ancora l'impressione (solo l'impressione) che l'Italia continui ad arrancare. Ma forse arranca anche con i numeri, forse Turry ha idee piu' precise di che mercato rappresenti il Belpaese.

https://www.dfcint.com/infographic/2446/
https://www.lai.com/en/western-europe-game-markets

Questi sono i dati più recenti che scovo in Rete, a naso comunque mi sembrano assolutamente in linea con quelli di cui sento parlare da anni ormai.

Purtroppo mette assieme mobile e tradizionale quindi è complicato impossibile estrapolare i risultati dei due singoli comparti, viene però indicato il quantitativo di utenti (~200M PC, ~200M mobile, ~86M console)

1. UK 27%
2. Germania 20%
3. Francia 17%
4. Italia 9%
5. Spagna 8%
6. Olanda 4%

[-- altri 15%]

Come si può vedere, Regno Unito e Germania da sole fanno quasi metà del mercato, e noi dobbiamo accontentarci di un testa a testa con la Spagna, con numeri a cifra singola. Mi sembra rifletta la realtà di chi ci precede in termini di colossi del software.

L'unica cosa molto positiva successa negli ultimi tempi sono le ottime vendite di Mario Conigli che mi pare sia il primo titolo non first party nelle classifiche per numero di copie vendute.

NON vi è conferma ufficiale ma Soliani sembra indicare in maniera sibillina che stiamo attorno ai due milioni di copie qui:


purtroppo mi mancano del tutto riferimenti con altre produzioni italiane ma sembrano numeri interessantissimi.

Non so se il "problema" tuo con le riviste digitali coincida col mio
[...]

Sono una moltitudine di problemi a dire il vero... anche se forse è più una questione di blocco psicologico (il già citato Game Over l'ho letto senza problemi)

Comunque nello specifico delle riviste ricordo pure io che era un delirio leggere Edge, mi ritrovavo continuamente ad ingrandire su colonna singola, almeno nella lettura su tablet - non grandissimo, appena 7 pollici.

Forse ci vorrebbero tablet più grandi ma poi lì nascerebbero altri inconvenienti. :bua: :sweat:


Offline Ifride

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Re:"Perché la stampa videoludica italiana è morta"
« Risposta #22 il: 10 Settembre, 2018, 13:07:46 »
Ma no, ci dovrebbero essere delle pagine fatte per il mobile, così come esistono per i siti.
E' chiaro che la visualizzazione è molto diversa.

Online Turrican3

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Re:"Perché la stampa videoludica italiana è morta"
« Risposta #23 il: 10 Settembre, 2018, 13:17:21 »
Andrebbero proprio ripensate in quel caso, certo.

E' che boh, credo le percepirei in maniera differente. Sono troppo vecchio dentro. :bua: :sweat:

===================================

Vagamente pertinente alla discussione delle realtà editoriali, "vagamente" perchè qua la questione non riguarda solo il nostro paese:

https://www.gamesindustry.biz/articles/2018-09-06-breathing-life-into-dead-cells

qui leggo che gli streamer di peso arrivano a richiedere fino a 30mila dollari l'ora (!!!) per parlare di un videogioco.

Fatevi due conti su cosa possa comportare in termini di soglia d'ingresso (e non solo)
« Ultima modifica: 10 Settembre, 2018, 13:26:28 da Turrican3 »

 

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