Gamers4um

News: 8 Luglio 2005: Gamers4um è finalmente un "vero" forum... da parte mia
un caloroso benvenuto a tutti i vecchi e nuovi iscritti!!
Turrican3

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Topics - Joe

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Premessa:
Sono diplomato all'industriale in Elettronica e Telecomunicazioni, ma sono sempre stato portato per l'informatica e pochissimo per l'elettronica (soprattutto quella analogica)  :bua:. Quand'ero giovinotto, provavo ogni tanto a pastrocchiare col saldatore, ma la cosa più eccitante che ho combinato è stata prendere una scarica da 220V fortuntamente senza rimanerci secco (non è una battuta  :D).

Da "vecchio" ho deciso di mettermi alla prova, prendendo spunto dall'eterno fastidio da gamer "multi regione", che possiede giochi EUR-US e JAP e che non avendo un Gamecube modificato, in passato ha dovuto ripiegare sul noioso freeloader (la cui versione in possesso si è rivelata incompatibile con l'ultimo cubo che comprai verso la fine dell'esistenza della console Nintendo).

Facendo un giro sul web, ho scoperto un mod chip frutto di un progetto divenuto open source (e che in sostanza permette a "chiunque" di poterne realizzare una propria versione) acquistabile a poco prezzo (circa 10€!) e dopo aver completato l'attrezzatura necessaria per il piccolo elettronico, mi sono armato di pazienza e ci ho dato dentro!

Con Nothingface dei Voivod a fare da colonna sonora in sottofondo, in circa un'ora e mezza lorda di tempo ho portato a compimento l'opera di cui sono orgogliosissimo! :joe:

Qualche foto a seguire:














Già che c'ero, mi sono accorto (essendo questo il mio primo Gamecube, che comprai all'epoca dell'uscita di Super Mario Sunshine  :inlove:) che la batteria interna era morta con tanto di fuoriscita di acido (fortunatamente confinata alla superficie della stessa). Quindi ne ho ordinata una nuova e l'ho installata dopo aver dissaldato (si dice così?  :D) quella vecchia.









Ed eccolo qua in tutta la sua... funzionalità!  :inlove:



E niente, ho voluto condividere questo lavoro perché è stato un successo!  :gogogo:



P.S. Ovviamente sono saldature da principiante, e per me è un miracolo che tutto abbia funzionato!  :o
PP.S. Se ve lo foste chiesto, il gioco in foto (perdonate la qualità uber pessima) è "Kururin Squash!"
PPP.S. Colonna sonora:

2
Bravissimi, tutti.  :gogogo:

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EDIT by Turry - modifica suggerita ed impostata da Reiz

Qui sotto, ogni giorno, le prime pagine dei quotidiani sportivi automaticamente generate.

   

3
"(o comunque morirà presto)".

http://www.teamcrimine.it/crimewords/stampa-videoludica-italiana-morta

Di Claudio Todeschini (ex capo-redattore The Games Machine e TGM Online ndJ)

Citazione
Possiedo il tesserino da giornalista dall’ottobre del 2000. Ho sempre preferito la definizione di “critico di videogiochi” a quella di giornalista (a cui ho sempre associato nomi e professionalità di tutt’altro rilievo e caratura), anche perché mi è sempre sembrata più adatta al lavoro che ho svolto fino a maggio di quest’anno. Ma tant’è. Ho cominciato come semplice “staff writer” per The Games Machine, e come caporedattore della rivista ho concluso la mia carriera da critico di videogiochi. Nel mezzo, collaborazioni con altre testate, quotidiani nazionali, siti americani, l’apertura di tgmonline.it (che poi è diventato, per ragioni troppo lunghe da spiegare in questa sede, thegamesmachine.it), e un sacco di altre cose.

Una premessa pallosissima, mi rendo conto, inutile per chiunque, ma che mi serve per dire che ho vissuto per quasi vent’anni nel mondo della stampa videoludica italiana, e che quello che scrivo nasce da una conoscenza abbastanza profonda di come funziona. Potrete non essere d’accordo con quello che scrivo o con le mie opinioni, e ci mancherebbe pure, ma non sul fatto che conosca l’argomento.

E quindi, torno al titolo: la stampa videoludica italiana è morta, o quantomeno destinata a perire nel giro di poco tempo. Il motivo è presto detto: della stampa videoludica, in Italia, non frega un cazzo a nessuno.

Non interessa innanzitutto ai lettori. Basta farsi un giro su un qualsiasi social, per capire che si è ormai del tutto persa nel vuoto cosmico la voglia di confrontarsi, di discutere, di parlarsi anche solo per accettare il fatto che si possono avere idee diverse su un argomento. Nel mondo dei videogiochi, almeno da queste parti, è così da un pezzo. Non conta la recensione e non conta la qualità dell’analisi: importa solo il numeretto in fondo all’articolo, la media di Metacritic, ad andar bene il commento. In generale, chi viene a commentare le recensioni lo fa solo per dire che non è d’accordo, che ci sono scritte un mare di fesserie, per gridare ai soliti complotti ecc… ecc… La complessità fa schifo e viene evitata a ogni costo. Non interessa un’analisi basica, figurarsi qualsiasi tentativo di portare la discussione su binari un po’ più alti. Non tanto, eh, solo un pochino. Tra giocatori ci si lamenta in continuazione di quanto la stampa generalista continui a considerare i videogame come “giochini”, tutti lì col mignolino all’insù a dire che il medium è arte; poi, quando qualcuno prova a proporre una lettura meno banale e che si sforza di andare un po’ oltre il solito giro di grafica/sonoro/longevità, allora sono solo pipponi filosofici inutili. Un periodo in cui la complessità è inaccettabile, tutto dev’essere semplice, bianco o nero: non c’è tempo, men che meno voglia, di capire o di comprendere. C’è solo spazio per cercare conferme alle proprie idee, e rinchiudersi sempre più nella propria “bolla”, oppure per attaccare chi la pensa in maniera diversa. Solo bianco o nero.
Non interessa agli editori, cui in generale la qualità frega pochino. I lavori ben fatti hanno lo stesso valore di quelli mediocri, ché l’unica cosa che conta è riempire lo spazio, generare clic, creare contenuti su cui veicolare banner e adv. La visione complessiva, in generale, è piuttosto miope e desolante. L’unico interesse (che di per sé non è mica sbagliato, ma necessiterebbe di vivere in minor solitudine) è portare i conti in attivo, e di farlo faticando il meno possibile, il che significa avere tanti contenuti a costi sempre minori. E quindi sotto con le recensioni gratis, pagate con le promo dei giochi, con newser che lavorano 7 giorni su 7, dalla mattina alla sera, per portare a casa un centinaio di euro quando va bene, sperando magari prima o poi di poter recensire un gioco, o di partecipare a un evento stampa. Ogni altra alternativa richiede progetti editoriali non già rischiosi, ma un minimo coraggiosi, richiede sbattimento (ossia investimenti, anche solo di tempo), e nessuno ha voglia di farselo. E del resto, i siti di videogiochi in Italia sono fatti tutti con lo stampino e non ce n’è uno che si sforzi anche solo un po’ di portare avanti una linea editoriale un po’ diversa.

La (buona) stampa videoludica non interessa ai publisher e ai produttori di videogiochi, alle aziende economicamente investite in questo settore, alla cosiddetta industry. Della qualità di una recensione all’industry italiana non frega niente, men che meno di sapere che c’è gente che finisce i giochi e può quindi parlarne a ragion davvero veduta, che ci sono professionalità maturate nel corso degli anni, e che hanno a cuore innanzitutto il rispetto per i lettori (e potenziali acquirenti) e per il valore dei loro acquisti. E perché mai dovrebbe fregargliene qualcosa? I publisher hanno sempre considerato la stampa specializzata un male necessario con cui dover bene o male fare i conti, ed è stato così fin quando le recensioni erano in grado di condizionare il mercato e le vendite. Oggigiorno – nell’epoca degli youtuber, degli influencer, delle campagne promozionali e delle iniziative di marketing, della brand awareness e di tutto il resto – il valore misurabile di una recensione è sceso sottozero. Le recensioni non spostano di una copia le vendite dei videogiochi, e chi pensa il contrario è un illuso. Ergo, chi se ne frega del diritto del potenziale cliente a essere informato se un gioco merita o no i suoi (sudati) soldi.

La stampa videoludica italiana non interessa agli inserzionisti o ai centri media, che preferiscono spalmare i loro budget media sui “soliti” siti più visitati, ché è troppo sbattimento capire quali potrebbero effettivamente svolgere un lavoro migliore per il loro cliente. Ragionare su progetti speciali, idee, spunti creativi di qualsivoglia natura richiede uno sforzo che una banale suddivisione aritmetica per pageview e utenti unici non richiede, e quindi perché farlo? E infatti, non viene fatto.

Per finire, ed è la cosa più grave, della stampa videoludica italiana non frega un cazzo a chi la fa. A quasi tutti, perlomeno. Il costo del lavoro in questo settore è precipitato nel corso degli anni, e continuerà a scendere fino ad arrivare allo zero, e ormai non manca molto. Del resto, non è complicato: è semplice matematica. Se Tizio lavora per X euro, e Caio può (e vuole) svolgere lo stesso lavoro per 0 euro, il costo del lavoro quantomeno si dimezza, e Tizio finisce per essere pagato la metà. Al giro successivo, Tizio lavora per X/2 e Caio sempre per 0, e Tizio si ritroverà – a meno di non voler essere lasciato a casa – a lavorare per X/4. A un certo punto Tizio si stufa e decide che è ora di trovare uno stipendio dignitoso; Caio, nel mentre, viene pagato X/8 per fare il suo lavoro, ed è pure tutto contento, perché fino al giorno prima lavorava gratis. E là fuori ci sono un sacco, ma proprio un sacco di Caio: vuoi per avere i giochi in omaggio; vuoi per vedere il proprio nome pubblicato sotto quello del logo di una testata importante; vuoi per poter aggiungere una voce nel CV; vuoi per poter dire “io scrivo di videogiochi”; vuoi per arrotondare con quattro spicci, in attesa di trovarsi un lavoro vero o di finire l’università. Lasciatemi essere chiaro, su questo punto: il problema non sono i Caio e non è la guerra tra poveri. Il problema vero è che il mercato ammette, e anzi incentiva questo approccio. Perché un editore dovrebbe pagare uno stipendio normale, diciamo 1500 euro al mese, per una persona che – se va bene – può scrivere una ventina tra recensioni e anteprime e andare a qualche evento, quando con la stessa cifra può pagare dieci o più ragazzini che garantiscono diverse centinaia di news, anche se scritte male, e senza alcun criterio giornalistico, e comunque qualche recensione e anteprima sicuramente la fanno comunque, ché tanto il gioco glielo regalano? Non c’è neanche da porsi la domanda! Del resto, il mercato del lavoro in questo settore è peggio del Far West: sono le Wasteland di Mad Max, senza nessuna regola e senza nessuno che si prenda la briga di farle rispettare. Non ci sono barriere all’ingresso, non ci sono norme, non c’è controllo e non c’è volontà alcuna di cambiare le cose. L’esempio che faccio sempre, e a cui non trovo mai una risposta in grado di smontarlo, è: andreste a farvi sistemare una carie da uno che di giorno fa il meccanico e la sera, a tempo perso, gratis, aggiusta i denti perché è la sua passione, senza aver studiato e senza aver fatto pratica? La risposta è che no, non ci andreste, perché non vi fidereste. E se anche ce ne fosse uno bravo (perché quelli bravi ci sono sempre) e di cui vi fidate, non ci andreste perché non potrebbe esercitare; gli farebbero chiudere baracca e burattini in tempo zero. Il mondo del giornalismo videoludico in Italia, invece, funziona proprio così: tranne qualche sempre più rara mosca bianca (tipicamente i caporedattori delle testate più importanti), TUTTI gli altri collaboratori hanno un altro lavoro (e del resto, come mantenersi, altrimenti? A suon di 20 euro lordi a pezzo, quando è festa?), oppure studiano. E nessuno ha un contratto giornalistico, figurarsi. Quelli che hanno uno stipendio normale sono inquadrati come grafici editoriali quando va bene, o come generiche partite IVA.

Il succo è che la stampa videoludica italiana è morta perché non c’è nessuno a cui freghi un cazzo che sia viva.

Non ho smesso di fare il caporedattore di The Games Machine perché mi andava. Ho smesso perché, in questi venti anni, ho visto sempre e solo calare i compensi per chiunque, dal caporedattore più blasonato ai collaboratori; perché ho cenato con gente che si vantava di vendere i voti per poter avere campagne pubblicitarie; perché ho visto calare ogni anno la cifra che gli editori pagavano per il mio lavoro e quello dei miei collaboratori; perché ho lavorato con lo stipendio dimezzato mentre facevo la chemioterapia; perché ho accettato riduzioni di compenso a tempo indeterminato per “solidarietà”; perché ho pagato di tasca mia cose che in qualunque ambito professionale non sarebbe pensabile che un collaboratore paghi di tasca sua; perché non ho mai avuto un contratto che fosse uno, ma ho sempre lavorato tanto. E la proposta di continuare a farlo “per la gloria”, mi è sembrata un po’ fuori tempo massimo, per tanti motivi. Ma è anche stato un segnale chiaro ed evidente della direzione verso cui ci si sta muovendo.

La stampa videoludica non è morta, e in fondo non morirà. Sopravviverà, come fenomeno amatoriale, senza alcuna pretesa o velleità di professionalità, di affidabilità, di rispetto per il lettore. Ci saranno ancora decine e decine di siti, blog e webzine, scritte con amore e passione da chi di giorno fa un altro lavoro, e nel tempo libero ha deciso di fare il critico videoludico, se gli va bene a venti euro lordi al pezzo. Può anche essere corretto, per carità. Solo, abbiamo almeno il coraggio di non chiamarla più stampa.

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Off Topic / Addio a Jerry Lewis
« il: 20 Agosto, 2017, 23:14:38 »
Niente, un mito della mia infanzia. Qualcosa di lui l'ho un po' rivista in Jim Carrey, ma giusto qualcosa.

RIP Jerry  :(


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Off Topic / Ci siamo dimenticati del DittCOMPLEANNO!
« il: 5 Agosto, 2017, 11:46:20 »
Siamo utenti semplicemente vergognosi (o soltanto... vecchi  :bua:). :|

2 giorni fa, il nostro Altissimo ha compiuto gli anni, pertanto...

ZIO DITT, AUGURI IN RITARDO!  :gogogo:

Spero tu possa perdonare noi stolti per questa inammissibile dimenticanza.  :'(

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VideoGIOCHI e dintorni / PSN, account hackerato, prelevati 50€ e...
« il: 23 Febbraio, 2017, 10:44:52 »
... e in pochi minuti l'assistenza Sony mi ha rimborsato.

Pazzesco.  :|

Ma facciamo un passo indietro. In pratica ieri pomeriggio ricevo un sms dalla banca che mi segnala di un pagamento di 50.00€ tondi verso Sony Entertainment Europe tramite paypal, alché ho pensato subito a qualche addebito automatico che avevo dimenticato di disattivare, ma una cifra del genere poteva ricondursi solo a un abbonamento plus annuale che ho stipulato già un paio di mesi fa!  :o

Provo a loggarmi sul sito PSN per vedere questa movimentazione e la mia email di accesso risulta "inesistente".  :doubt: Ormai certo del furto, scrivo subito all'assistenza del sito Sony e nel giro di pochissimi minuti (nell'ordine di 10 minuti al massimo) mi risponde un certo Giacomo, scusandosi per l'accaduto e rimborsandomi immediatamente l'importo totale.

Ora, mi prendo una buona parte di colpa perché circa un anno fa fui costretto a cambiare password tornando a una che usai circa dieci anni fa ma che tenni soltanto per qualche anno (credo dal 2007 al 2010). Probabilmente la stessa era presente nel "db" dei malfattori, riuscendo così a rubarmi l'account in questo nuovo tentativo. E niente, password nuova e incrocio le dita per il futuro.

Mi complimento con l'efficiente servizio di assistenza Sony italiano, che mi ha assistito immediatamente (forse anche cosciente di avere avuto un sistema bucato più volte in passato) a differenza di Microsoft che all'epoca (circa 5 anni fa, credo) mi abbandonò (in un caso simile) facendomi perdere una cifra analoga per sempre, usando una scusa -secondo me- patetica.

State attenti.

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VideoGIOCHI e dintorni / Unreal Tournament
« il: 29 Gennaio, 2017, 16:15:57 »


Mi domandavo se qualcuno di voi fosse interessato e a conoscenza del progetto UT(4). Per chi non lo sapesse il seminale FPS online only della Epic Games è rinato grazie a una collaborazione tra sviluppatori e giocatori, con l'obiettivo di realizzare il miglior episodio della serie di sempre.

Il gioco è gratuito, gira (ovviamente!) sull'Unreal Engine 4 e si scarica qui: https://www.epicgames.com/unrealtournament/

Purtroppo necessita dell'Epic Games Launcher, l'ennesima piattaforma sulla falsa riga di Origin e soci, ma imho ne vale la pena perché il gioco è arrivato a un ottimo stadio ed è abbastanza completo. Se qualcuno volesse farsi du' spari una sera di queste, me lo faccia sapere.  :gogogo:


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Compro e Vendo / Vendo Volante Thrustmaster Ferrari F430 PC/PS3
« il: 29 Ottobre, 2016, 17:17:31 »
Come da titolo vendo Volante Thrustmaster Ferrari F430 per PC e Sony PS3 usato poco e perfettamente funzionante. Ho anche la scatola, ma è un po' rovinata.

Foto reale:


Foto indicativa del modello:


________________

Prezzo per gli amici del G4um: 50€ + SS



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Off Topic / Buon compleanno al...
« il: 3 Agosto, 2016, 08:37:44 »
Turricante!!!     :bowdown: :teeth:  :bowdx:

CENTO DI QUESTI GIORNI, ZIONE! :joe: :teeth:


10

Richard Garriot

adesso vendi pure il tuo sangue su ebay?  :|

http://www.ebay.com/itm/Lord-British-Blood-Reliquary-Original-Art-by-Steve-Brudniak-1-of-6-/232005553776?hash=item36049bce70:g:imAAAOSwvg9XftGN&clk_rvr_id=1058599829823&afsrc=1&rmvSB=true&afsrc=1&rmvSB=true

Da ign.it

ORA POTETE ACQUISTARE IL SANGUE DEL CREATORE DI ULTIMA

Farete un'offerta?

Richard Garriott, il creatore della serie Ultima, ha deciso di vendere una fiala del suo sangue su eBay. Al momento nessuno ha ancora fatto un'offerta. Il prezzo iniziale è pari a 5.000$.

"Il Sangue di Lord British è una reliquia, un bellissimo e unico pezzo di arte", recista la descrizione dell'oggetto su eBay. Come riporta l'inserzione, sono disponibili solamente 6 pezzi. "Non esitate a farla vostra", il messaggio conclusivo contenuti nell'inserzione.


Video in cui viene effettuato il "prelievo"


...

Mah...

11
Io presi questo dopo breve ricerca, ne sentivo parlare bene  :look:

https://www.amazon.it/APC-Back-950VA-230V-Spina/dp/B00T7BYX2Y/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1464708858&sr=8-1&keywords=apc+950

Ad oggi tutto ok, ma credo non significhi nulla  :look:

La batteria a manuale non è sostituibile dall'utente ma ho la persona adatta alla manipolazione  :hihi:

Oggi gli isolani sono banditi (Questo articolo non può essere consegnato in Italia (isole)

Questo è ottimo, se la potenza ti basta.

Ragazzi, comprate APC, lasciate perdere le altre marche. Consiglio spassionato.  :thumbup:

12
Perchè il test cmq, se si fanno tutte le fasi, è lunghetto  :sisi:

E ha anche texture belle "pese".  :sisi:

13
VideoGIOCHI e dintorni / [WiiU] Star Ghost
« il: 10 Marzo, 2016, 16:18:08 »
Qualcuno ha comprato questo giochillo sull'e-shop? Sembra molto caruccio.  :inlove:

http://www.nintendolife.com/reviews/wiiu-eshop/star_ghost



Fondamentale informazione sul sistema di controllo della navicella:
"Star Ghost is basically the barrel-riding section in Donkey Kong Country Returns writ large. Your ship doesn't fly in a straight line, and if left to its own devices will plunge to the bottom of the screen where it bounces off an otherwise invisible force field".

Potrebbe piacere a pochi.

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VideoGIOCHI e dintorni / Scandalo Quake Live
« il: 28 Ottobre, 2015, 17:15:22 »
QUAKE LIVE ABBANDONA IL MODELLO FREE TO PLAY E OPTA PER UN COLPO DI SPUGNA

Cambio di rotta.

Con una decisione destinata a far discutere, Quake Live abbandona il modello free to play e si trasforma in un titolo a prezzo budget, pari a 9,99 €. In concomitanza con la transizione, tutte le statistiche dei server sono state annullate, con una vera e propria tabula rasa[/u]. Ci sono utenti che, dopo un lustro di fatiche, si ritrovano con un pugno di mosche in mano.

La nuova era del gioco si apre così con una coda polemica, un incidente di percorso tutt'altro che trascurabile.




http://it.ign.com/quake-iii-mobile-web/103709/news/quake-live-abbandona-il-modello-free-to-play-e-opt

______

Ciò che ha combinato Bethesda, a seguito dell'esclusiva (da ora) distribuzione di Quake Live su Steam, non ha eguali nella storia. Tutto ciò è semplicemente SCANDALOSO.

C'è gente che ha giocato per anni, è salita nei ranking e si ritrova oggi con ZERO storico di ciò che ha fatto sui server del notissimo sparatutto iD.

Sono sconcertato.  :|

15
MEGATON!  :o



I tre famosi (soprattutto per i loro KS di successo) sviluppatori Double Fine, Inxile e Obsidian uniscono le forze per creare un concorrente di Kickstarter, esclusivamente dedicato al crowdfunding videoludico. Si chiama Fig ed è già attivo!

GamesBeat: How is what you’re doing different from Kickstarter?

Justin Bailey: There’s a few differences. We’re curated. We’re specific to games. We’re a vertical approach, so our involvement doesn’t just stop once the campaign is done. A lot of the stuff we have is value-add stuff. Things like continued mentoring that’s going on. But when the game launches we’re going to help promote it to make sure it sells more. It’s a vertical approach to crowdfunding. One of the big things we’re doing is combining an investment network with it. We have queued up unaccredited investment for later this year.


Il resto qui: http://venturebeat.com/2015/08/18/bailey-schafer-fargo-and-urquhart-create-a-kickstarter-competitor-built-for-games-and-equity/

Sito ufficiale: https://www.fig.co/campaigns/outer-wilds

Sembra una cosa abbastanza "seria".

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