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[PRIME VIDEO] - Film e serie Tv

Aperto da Giulo75, 28 Novembre, 2020, 20:29:04

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Giulo75

Sicuramente aumenteranno ancora il costo dell'abbonamento ma ci sta tutto stavolta.

Bluforce

Pare che anche la F1 sia nel mirino di Amazon.

Parsifal

Spero che amazon non si lasci prendere un pò troppo la mano con noleggi o acquisti perchè ho come l'impressione che per tanti titoli anche passati stia andando un pò troppo di di "pay per view"  :hmm:

Giulo75

Visto Distretto 13 - Le brigate della morte.
Il prossimo: Dark Star.
Prime Video ormai 2 spanne sopra Netflix "ultrapolitcamentecorrettosfrangiamaroni" in fatto di scelta e qualita'.
Non fosse per The Witcher sarei tentato per la disdetta...

andreverts

#20
Due film che ho visto nelle scorse sere e che consiglio agli abbonati al servizio:

- Archive - Non mi lasciare
Pessimo sottotitolo (proprio della versione italiana) per una davvero piacevole sorpresa e visione.

In un futuro alquanto prossimo (poco più di 15 anni da oggi), George vive da eremita in una struttura residenziale nonché laboratorio di ricerca sulla robotica disperso tra le montagne. Qui dà vita a prototipi di androidi nei quali cerca di sviluppare una riproduzione umana attraverso l'uso dell'Archivio: una tecnologia che consente di conservare (a tempo limitato) la coscienza di un defunto che vi "vive" all'interno.

Il film mantiene un alone di mistero abbastanza velato che pervade buona parte della prima metà. Da un lato c'è la storia del protagonista raccontata attraverso i suoi sogni (incubi?) che si svela lentamente in un crescendo ed esplode nel finale con un notevole colpo di scena, dall'altro c'è l'evoluzione delle sue "creature" e l'empatia che gli autori hanno voluto creare con la loro umanizzazione. Questo secondo aspetto viene talmente enfatizzato da non riuscire a non immedesimarsi e giustificare le loro azioni spingendoti a ritenere George quasi cattivo in alcuni frangenti, per poi però realizzare che sta "maltrattando" solo una macchina.

Gli elementi di contorno sono particolarmente curati (apprezzo questa virtù in qualsiasi produzione che vi fa affidamento per descrivere il contesto) e rievocano una realtà stilisticamente ispirata a Blade Runner, o quantomeno in divenire verso quella direzione. Bellissima e ricercata la scena lynchana con Mr. Tagg, una digressione che ci mostra uno scorcio del mondo "esterno" e un personaggio che, nell'arco di un solo dialogo, eleverei tranquillamente sul gradino più alto del podio (complice anche la fotografia molto particolare della scena che aiuta nella caratterizzazione indiretta dello stesso).

Il tema dominante è decisamente quello dell'immortalità e della morale ad essa associata: l'Archivio è un costrutto egoistisco o caritatevole? Le sue applicazioni possono comportare dei benefici sociali come estrarre della conoscenza che magari si perderebbe prematuramente in modo accidentale, ma anche una prigione o la dilatazione di un'agonia (Jules si dimostra contraria a questo processo innaturale), oppure ancora un'opportunità per chi vuole sfruttarlo per i propri tornaconti (i finanziatori di George lo "usano" per sviluppare androidi, a sua volta lui ne approfitta per cercare di resuscitare Jules contro la sua volontà). C'è poi il frutto di tutto questo: J3 è tanto affascinante quanto spaventosa, insomma non un tema nuovo nella fantascienza, tant'è che il suo spazio viene saggiamente dosato solo nella seconda parte del film. J2 è invece più interessante perché rappresenta un "ibrido" imperfetto, ma con la consapevolezza sufficiente per porsi domande e mostrare la più naturale gelosia; emblematico e toccante è il passaggio in cui le vengono rimpiazzate le gambe con un modello più rudimentale e regressivo, in favore di J3 che invece guadagna non solo le sue gambe, ma anche in versione migliorata, è il preludio al suicidio. L'applicazione di questo concetto, più che mai quotidiano rispetto alla tecnologia (obsolescenza programmata sempre più stringente) viene trattato in maniera originale e promuove una riflessione in maniera molto calzante.

Peccato solo che questo film sia passato in sordina.

- Knock Knock

Premessa: a me piace Eli Roth, ma capisco che è uno di quei registi polarizzanti e i pareri sui suoi film sono spesso in contrasto tra gli adulatori e i detrattori. Ho invece un debole per Keanu Reeves, quindi ammetto che mi sono incuriosito e l'ho visto solamente perché ho letto il connubio di questi due nomi.

Non avevo aspettative, ma in realtà si è rivelato tutto più interessante del previsto, soprattutto quando vedo che si riesce a creare una storia interessante con poco e partendo da una situazione molto semplice.

Lo spettro della tematica trattata è delicato e sottovalutato, ma (finalmente e a ragion veduta) è posta sotto i riflettori la situazione di impotenza di un uomo adulto di fronte a un potenziale caso di accusa di violenza su minori. Durante tutto l'arco del film è palpabile un forte senso di tensione che è davvero ben gestito e ti ribalta addosso la naturale immedesimazione in Evan, tant'è che lo sfogo disperato in cui esplode verso il finale esprime esattamente quello che era anche il mio pensiero arrivato a quel punto.

Dipinge in maniera cruda la trasformazione della preda in predatore, il principio della rovina (Genesis è anche il nome di una ragazza) del concetto legislativo del "buon padre di famiglia", fino al delirio di coloro che si sentono intoccabili e senza nulla da perdere, nonché il gusto di rovinare, umiliare e schiacciare il "nemico"; dall'altro lato c'è invece il disagio dovuto alla perdita progressiva di controllo che parte da una singola situazione e precipita esponenzialmente sulla vita intera, ormai distrutta al termine di tutta la vicenda: perché non importa quello che Evan possa dire alla famiglia come in tribunale, ormai è tutto irrimediabile e solo noi spettatori sappiamo come siano andate effettivamente le cose e, in fin dei conti, capiamo che la pena non è affatto proporzionale al "peccato". Questa è la chiave che dovrebbe spingerci ad andare a fondo nelle cose e non limitarci alle etichette televisive che ormai sono tabù.
L'inganno (perché di questo si tratta) orchestrato ai danni di Evan si conclude anche con la beffa finale che sancisce la sua fine metaforica.

Per quanto mi riguarda, complimenti a Eli Roth per questo film coraggioso che sono sicuro si ispiri a tanti casi di persone messe alla gogna per situazioni analoghe (qui estremizzate), nonché alla capacità che ha di suscitare immedesimazione (azzeccatissima la scelta di Keanu Reeves che è in generale riconosciuto come un "buono" ed enfatizza la posizione del suo personaggio), sconforto (gli "innocenti" che perpetrano del male gratuito) e dibattito.

Blasor

Riguardo il primo, Gavin Rothery è il concept/main designer di Moon, nonché già noto in ambito videoludico (design dei veicoli nei Battalion Wars e credo pure gli scenari di Fable, per dire).
Non sapevo di questo film, grazie della dritta.


Citazione di: andreverts il 20 Maggio, 2022, 11:00:21Premessa: a me piace Eli Roth, ma capisco che è uno di quei registi polarizzanti e i pareri sui suoi film sono spesso in contrasto tra gli adulatori e i detrattori.

Io sto ancora aspettando la vera uscita di Thanksgiving, così forse finalmente mi faccio piacere qualcosa di suo.

Parsifal

Citazione di: andreverts il 20 Maggio, 2022, 11:00:21- Knock Knock

Premessa: a me piace Eli Roth, ma capisco che è uno di quei registi polarizzanti e i pareri sui suoi film sono spesso in contrasto tra gli adulatori e i detrattori. Ho invece un debole per Keanu Reeves, quindi ammetto che mi sono incuriosito e l'ho visto solamente perché ho letto il connubio di questi due nomi.

Non avevo aspettative, ma in realtà si è rivelato tutto più interessante del previsto, soprattutto quando vedo che si riesce a creare una storia interessante con poco e partendo da una situazione molto semplice.

Lo spettro della tematica trattata è delicato e sottovalutato, ma (finalmente e a ragion veduta) è posta sotto i riflettori la situazione di impotenza di un uomo adulto di fronte a un potenziale caso di accusa di violenza su minori. Durante tutto l'arco del film è palpabile un forte senso di tensione che è davvero ben gestito e ti ribalta addosso la naturale immedesimazione in Evan, tant'è che lo sfogo disperato in cui esplode verso il finale esprime esattamente quello che era anche il mio pensiero arrivato a quel punto.

Dipinge in maniera cruda la trasformazione della preda in predatore, il principio della rovina (Genesis è anche il nome di una ragazza) del concetto legislativo del "buon padre di famiglia", fino al delirio di coloro che si sentono intoccabili e senza nulla da perdere, nonché il gusto di rovinare, umiliare e schiacciare il "nemico"; dall'altro lato c'è invece il disagio dovuto alla perdita progressiva di controllo che parte da una singola situazione e precipita esponenzialmente sulla vita intera, ormai distrutta al termine di tutta la vicenda: perché non importa quello che Evan possa dire alla famiglia come in tribunale, ormai è tutto irrimediabile e solo noi spettatori sappiamo come siano andate effettivamente le cose e, in fin dei conti, capiamo che la pena non è affatto proporzionale al "peccato". Questa è la chiave che dovrebbe spingerci ad andare a fondo nelle cose e non limitarci alle etichette televisive che ormai sono tabù.
L'inganno (perché di questo si tratta) orchestrato ai danni di Evan si conclude anche con la beffa finale che sancisce la sua fine metaforica.

Per quanto mi riguarda, complimenti a Eli Roth per questo film coraggioso che sono sicuro si ispiri a tanti casi di persone messe alla gogna per situazioni analoghe (qui estremizzate), nonché alla capacità che ha di suscitare immedesimazione (azzeccatissima la scelta di Keanu Reeves che è in generale riconosciuto come un "buono" ed enfatizza la posizione del suo personaggio), sconforto (gli "innocenti" che perpetrano del male gratuito) e dibattito.

Brevissimo su Eli Roth, coraggioso e con talento. Del film da te citato ho apprezzato piú il finale alternativo....eh si, per una questione di "giustizia".
Hostel sicuramente il migliore per quanto mi riguarda, ma ho un pò di rammarico per The Green Inferno, perchè lo splatter poteva esser suddiviso meglio all'interno del film mentre la scena doc è quella...vabbè per chi ha visto il film originale senza quei minuti censurati (successivamente fu mandata cosí) sa a cosa mi riferisco.