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Turrican3

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[???] Return to Monkey Island - a game by Ron Gilbert

Aperto da Bluforce, 4 Aprile, 2022, 17:19:12

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Blasor


Joe

Fermi tutti, abbiamo la cover! :o



Scherzo, è solo una fan art. Semplicemente fantastica!  :inlove:

Autore: https://twitter.com/Gomorama/status/1517174392152809472

Turrican3

#32
Meglio delle prime immagini del gioco comunque, stilisticamente parlando. :bua: :look:
(scappo)

Meno male che il trailer è più convincente, forse è solo il problema della staticità. O almeno me lo auguro.

Blasor


Ifride

Bellissima, tranquillamente a livello professionale sia per la resa artistica che per la parte tecnica della composizione.  :inlove:

Ifride

#35
http://www.lucasdelirium.it/rtmi-annuncio.php

Bellissimo, come al solito, articolo di Diduz, con riflessioni finali d'antologia. :-)  :'(

Altro nel solito aggiornamento mensile:
http://www.lucasdelirium.it/

Turrican3

CitazioneReturn to Monkey Island may not be the art style you wanted or were expecting but it's the art style I wanted.

When I started this game my biggest fear was Disney wouldn't let me make the game I wanted to make but they have been wonderful to work with.

It's ironic that the people who don't want me to make the game I want to make are some of the hard core Monkey Island fans. And that is what makes me sad about all the comments.

Return to Monkey Island is an incredible rollercoaster. Get on and have some fun or stomp out of the amusement park because it's not exactly the rollercoaster you wanted.

I hope you'll jump on with the rest of us.

https://grumpygamer.com/when_i_made_another_monkeyisland

Nuovo articolo di Ron Gilbert con qualche (amara?) riflessione sulle reazioni all'annuncio.

Blasor

Dubito non se lo aspettasse, certo "socialese" ormai è prevedibile come l'alba e il tramonto, fan o non fan di vecchia data.
La questione resta:
CitazioneReturn to Monkey Island may not be the art style you wanted or were expecting but it's the art style I wanted.
Punto. Mi auguro non parli con un fucile puntato dietro la schiena e a prescindere chi c'è c'è, chi non c'è non c'è.
Le "creature" sono roba loro, noi possiamo solo rimanere soddisfatti o delusi. Il dato oggettivo nonché l'unico davvero considerato, al solito, sarà il ritorno economico.
Motivo per cui una situazione Fire Emblem ultimo corso mi amareggia, ma non vado certo a scassargli le balle sui social, prendo atto e al massimo "voto" con i soldi che non caccio, fine.

Peraltro qual'era l'alternativa, lasciare il brand congelato? Preferivano? Attenzione allora a ciò che si desidera.
Personalmente non è ciò a cui sono abituato, ma lo trovo piacevole e coerente con tempo e modo di sviluppo attuali. Attualmente non posso che essere ben disposto verso questo titolo, come lo sono stato per un quarto capitolo o un Tales.

Bluforce

Citazione di: Blasor il  3 Maggio, 2022, 13:58:49Dubito non se lo aspettasse, certo "socialese" ormai è prevedibile come l'alba e il tramonto, fan o non fan di vecchia data.
Esatto.

Ifride

Nuovo aggiornamento di Diduz su lucadelirium, che oltre a rispondere alla baggianata detta da Recchioni su Purcell (di cui qui fortunatamente non si è discusso e quindi evito di aggiungere) sintetizza un'intervista in cui sono state dette cose un pò diverse da quelle che si trovano in rete dall'annuncio (bomba, fine di mondo, voglio ricordare):

E torniamo a parlare della grafica di Return to Monkey Island. Dopo aver disattivato il suo blog Grumpygamer per il bombardamento di commenti, Gilbert l'ha riaperto il 1° maggio con un post intitolato "When I Made Another Monkey Island", rivisitazione ironica del tirato in ballo "If I Made Another Monkey Island" risalente al 2013. In buona sostanza, Ron ha risposto ai fan che non gradiscono l'approccio grafico quasi astratto e ipercartoon del direttore artistico Rex Crowle, spiegando che lo sfogo precedente (nel quale prometteva pixel art e quant'altro) non era da intendersi come una promessa. Spiega che dopo Monkey 2, il "suo Monkey 3" era non più di una vaga frase: "Guybrush insegue il demone pirata LeChuck all'inferno e lì c'è Stan." (ha rincarato la dose su Twitter: "Non c'era una storia o un design per MI3 nel 1992, quindi RtMI non potrebbe mai andare in quella direzione. Non c'era alcuna direzione. RtMI è tutto nuovo e migliore di quello che avrei fatto nel 1992."). Aggiunge che, quando si comincia realmente a fare qualcosa, tutto cambia, e che per lui ogni Monkey Island ha alzato l'asticella del precedente, usando la migliore tecnica disponibile: un suo Monkey 3 fatto alla LucasArts dopo Monkey 2 non sarebbe mai stato simile visivamente ai precedenti, così come già il secondo, usando i fondali scannerizzati, non era simile al primo. Nota personale, non di Ron: ho ricordato un'intervista del 2000 in cui Steve Purcell ammetteva che, avessero avuto il nuovo hardware, i primi due Monkey sarebbero stati uguali a Curse!
Ogni gioco ha la sua grafica - prosegue Ron - decisa da chi lo gestisce: dice di non gradire lo stile di Day of the Tentacle, per esempio, ma di rispettarlo perché non è un gioco suo (nello specifico aveva in passato detto che non amava il passaggio della saga di Maniac Mansion al cartoon totale, a dispetto della sua anima horror, non era solo una questione di grafica). Chiude con una certa amarezza, trovando ironico che le maggiori resistenze alla sua visione arrivino dai fan più accaniti e non dalla Disney, con la quale temeva di collaborare e con cui invece non ha avuto problemi: "Return to Monkey Island è un incredibile otto volante. Salite e divertitevi, oppure fuggite dal parco di divertimenti perché non è esattamente l'otto volante che volevate. Spero che ci saltiate su insieme a noi." L'ultima frase inserisce tutto nella prospettiva di una delusione, non di uno "scontro con i fan", anche se qualcuno in rete ha furbescamente tentato di girarlo in quella maniera ("Ron Gilbert è incazzato con i fan": non è quello che ha scritto). Gilbert richiama il punto 17 del famigerato elenco del 2013, dove spiegava che avrebbe voluto la libertà di fare il gioco che volesse, libertà anche dai fan stessi.Non ho molto da commentare in merito, onestamente. Ho già scritto il mese scorso che una buona parte delle pretese era in fondo legittimata da quello che lui stesso aveva scritto o lasciato intendere negli anni, ma ho anche scritto che ha tutto il diritto di cambiare idea come e quando vuole: finché non giocheremo non si uscirà mai da questo ginepraio, tanto che puntualmente Ron ha chiuso i commenti anche al nuovo post.Sapete chi è anche un fan di Monkey Island? Rex Crowle. Sì, proprio il direttore artistico della discordia, anche lui intervistato da Venture Beat. Nel pezzo Rex racconta che The Secret of Monkey Island è stato il gioco che gli ha fatto venir voglia di realizzare videogiochi, spingendolo a smanettare col Deluxe Paint III su Amiga, subito dopo averlo finito. Lo stile di Return, spiega, pesca dalla palette di Monkey 1, dal taglio più pittorico di Monkey 2 e da qualche forma più stilizzata di Curse. Rex poi dice quello che cerco disperatamente di dire io da più di un mese:Uno stile grafico deve legarsi ai temi centrali del gioco che stai facendo, non è qualcosa di intercambiabile che puoi applicare come un filtro di Photoshop, e per quest'avventura uno stile da libro illustrato era la cosa più adatta.Nessuno di noi sa di cosa tratti precisamente Return e quale taglio narrativo abbia. Per ora possiamo criticare lo stile grafico o per antipatia personale o in funzione di un'idea del "Monkey Island di Ron Gilbert mai fatto", che - come abbiamo appena saputo nero su bianco dall'interessato - non è mai esistito. Curiosamente, Crowle tira in ballo tra le ispirazioni proprio Day of the Tentacle, però per una ragione precisa: gli piace il modo in cui Peter Chan riusciva a coniugare la leggibilità dell'immagine con la necessità del dettaglio per l'interazione, creando un vero ritmo visivo anche tra una location e l'altra. Detto questo, pensa che il peso delle aspettative per questo gioco sia fuori parametro, e che per quanto riguarda il team l'unico obiettivo sia assicurarsi che la visione di Ron e Dave prenda vita.

Blasor

Citazione di: Ifride il 29 Maggio, 2022, 11:24:46Uno stile grafico deve legarsi ai temi centrali del gioco che stai facendo, non è qualcosa di intercambiabile che puoi applicare come un filtro di Photoshop

Inquietante ci sia bisogno di ribadirlo.
C'è chi sta reagendo come se gli avessero presentato un Bomberman: Act Zero al posto del classico. Senza parole.
Broken Sword 3 si ritiene retroattivamente fortunato.