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[PS2] Shadow of the Colossus (SOTC)

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mat_sox:
Ho giocato di sfuggita ieri sera alla versione USA..... uno spettacolo puro. Concordo sul fatto che il sistema di controllo e le telecamere non siano eccezionali... ma è un problema comune a molti giochi in terza persona...
per il resto sono rimasto piacevolmente colpito dalla bellezza del gioco nel suo globale.
Queste sono solo le primissime impressioni... quando sarò un po' più avanti vi saprò dire meglio.

Turrican3:






A presto con un hands-on più approfondito del precedente  ;)

Rot!:
 :mad:

saluti

Turrican3:

--- Citazione da: Rot! -  4 Novembre, 2005, 09:32:32 --- :mad:

saluti

--- Termina citazione ---

 :lol: :lol2:

Comunque... update veloce-veloce: sono al terzo colosso e le cose (come si sospettava... ;)) diventano sempre più difficili.
Ero stanchino (si dice così no?  :notooth:) quindi ho spento la console senza sconfiggere il bestione di turno, in ogni caso nonostante il gioco si fosse impietosito dandomi "ben" due consigli per abbatterlo non sono ancora riuscito a salire oltre il polpaccio...  :sweat:  :ohno:

Non oso pensare al sedicesimo...  :sisi: :boom:

Turrican3:
Sono decisamente fuori esercizio* :sweat: ma fatemi sapere ugualmente che ne pensate...  :sisi:

Biggy escluso!  :notooth:  ;)

* = ma esercizio de che poi?!?? le mie recensioni si contano sulle dita di UNA mano...  :doubt2:


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2001, all'incirca quattro anni fa. Mentre mezzo mondo videoludico -o forse più- sbavava su uno dei titoli più attesi di tutti i tempi, il seguito di Metal Gear Solid, la Sony senza far troppo rumore pubblicava negli USA una produzione interna molto, molto particolare.

Frutto del lavoro di un team praticamente sconosciuto guidato da tale Fumito Ueda, e con una delle cover in assoluto più ridicole che abbia mai visto (riveduta e corretta, per fortuna, nella conversione per il mercato europeo), Ico approda così su Playstation2 sebbene il progetto prevedesse originariamente l'uscita sulla sorellina minore PSX.
Un grande successo ahimè solo di critica: poco spinto come marketing dalla stessa Sony, Ico dal punto di vista commerciale si rivela un vero e proprio fallimento.
Ciononostante, una nutrita schiera di appassionati lo ritiene uno tra i migliori giochi della ormai scorsa generazione...

E' giunto quindi per certi versi inatteso l'annuncio del seguito spirituale (definizione non casuale, ma il lettore dovrà completare il gioco per capire come stanno le cose: la recensione è del tutto priva di spoiler) intitolato Shadow of the Colossus.

Autunno 2005. Ueda e soci possono godersi il meritato riposo: Shadow of the Colossus (d'ora innanzi, per brevità SOTC) è finalmente nei negozi americani e giapponesi.

Ordino subito la versione NTSC-U/C che mi arriva dagli USA in tempi ragionevolmente brevi.
Grandissima l'emozione nello scartare il gioco: fin dall'intro si respira l'atmosfera che tanto ha giovato all'immersività in Ico...

La trama è piuttosto lineare. Il nostro eroe in sella al fedele Agro e con il cadavere dell'amata compagna che giace inerte sulle ginocchia si reca in un tempio, situato in una zona "maledetta" per stringere il classico patto col diavolo: se riuscirà ad abbattere 16 colossi disseminati in tutta l'area proibita, una Entità superiore potrebbe essere (il condizionale non è casuale) disposta a riportare in vita la sua donna. Ma quale sarà il prezzo da pagare per questo...? E come fare a trovare e raggiungere i punti deboli dei colossi, scalandoli a mani nude e uccidendoli armato soltanto di spada, arco e frecce?

La prima cosa che colpisce è l'ambientazione: questa è gente che ci sa fare, oserei dire che nessun gioco (a parte, appunto, Ico) è mai riuscito a proporre una tale maestosità di scenari. Le immense vallate -mai interrotte da caricamenti se non quelli delle cutscenes-, gli edifici con le loro imponenti geometrie, le foreste squarciate dai raggi del sole, la quiete -apparente- di un lago con l'acqua ai confini del fotorealismo e ultimi, ma non meno importanti, i colossi... sembra quasi impossibile che un ometto a cavallo e armato di spada e arco possa riuscire a trovare il modo di abbattere quei giganti, modellati e animati in maniera a dir poco straordinaria: si riesce quasi a percepire la "pesantezza" della loro cadenza, e gli scontri, così come gli splendidi scenari di gioco, sono esaltati dall'opzione 16:9 (e per i fortunati con TV compatibile c'è persino il progressive scan) che da' un tocco di spettacolarità in più che trovo decisamente azzeccato.

Lo stile della grafica e delle costruzioni, come detto, è quello di Ico: chi lo ha giocato si sentirà subito "a casa" sin dalle prime immagini dell'intro. Questa volta però il commento musicale è ben presente, con una colonna sonora orchestrale che si abbina perfettamente all'azione di gioco.

Grafica mozzafiato, sonoro e impatto visivo "cinematografico", un team che al primo tentativo ha sfornato un titolo che per molti è un vero e proprio capolavoro.
Gli ingredienti per una nuova pietra miliare sembrano esserci tutti, vero?

Purtroppo non tutto è perfetto.

Inutile girarci attorno: il frame rate di SOTC è -eufemismo- alquanto incostante, e nelle lunghe cavalcate (l'ambiente di gioco è E-N-O-R-M-E) alla ricerca del successivo colosso capita fin troppo spesso che il motore del gioco entri in crisi, con cali di fluidità e/o pop-up improvvisi di parti di scenario e/o di texture. Queste ultime, curiosamente, sono di qualità altalenante, e vanno dal discreto all'ottimo.

Ho inserito per primo il problema del frame rate in quanto questo si ripercuote in parte sulla giocabilità: non è affatto raro dover ricorrere a un puntamento preciso, e questo è risultato molto faticoso in quanto ad una gestione della telecamera da dimenticare e allo stick analogico del Dual Shock 2 che storicamente non è mai stato un termine di paragone, si è unita la tipica "legnosità" del ritardo nella risposta ai comandi dei giochi con frame rate basso e/o incostante.

E' comunque un eccesso di pignoleria il mio probabilmente: almeno nella versione USA (quella in mio possesso) per fortuna la fluidità non scende praticamente mai al di sotto della soglia della tollerabilità.

Non è tutto però.

Un appunto che mi sento di fare, data la particolare struttura del gioco in cui ciascun colosso, è di fatto un "puzzle" da risolvere, è la talora eccessiva facilità che si concretizza sostanzialmente in due aspetti.
Il primo è costituito da dei "suggerimenti" per trovare i punti deboli dei colossi che l'Entità da' al giocatore durante gli scontri, che in alcuni casi rendono l'abbattimento del gigante praticamente una formalità dato che di fatto svelano la strategia necessaria a farlo fuori.
Il secondo consiste nella intrinseca scarsa resistenza di alcuni colossi, dei quali è da segnalare uno (a metà gioco circa) che si può uccidere con due soli colpi di spada...

Eppure...

E' vero che ci sono dei piccoli difetti ma onestamente mi sembra che ci troviamo davanti a un titolo dall'immersività paragonabile a quella di Ico, che peraltro a mio modo di vedere risulta parecchio diverso come meccaniche di gioco.
Si tratta forse del più grosso equivoco di fondo di questo SOTC: credo che molti si aspettassero un "nuovo" Ico, quando in realtà in comune hanno solo un ben preciso stile grafico.

Certo, i controlli non sono perfetti. La sfida, grazie ai suggerimenti non disabilitabili e anche ai numerosi power-up presenti nel territorio (che permettono di aumentare la resistenza e l'energia vitale) è tutto sommato medio-bassa per chiunque abbia un minimo di esperienza, e non sono in pochi coloro i quali ritengono gravissimo dal punto di vista prettamente ludico che il gameplay si riduca "soltanto" allo scontro con i colossi.

Ma l'ambientazione e il coinvolgimento di SOTC, a patto di farsi trasportare emotivamente dal gioco, non hanno eguali e ripagano in pieno il videogiocatore che avrà la costanza di andare avanti sino alla fine con un lungo e sorprendente epilogo.

SOTC certamente è un gioco particolare, come già il predecessore. Ma ancor più di Ico, questo è a mio avviso un titolo che lo si ama o lo si odia. Io l'ho amato.

GRAFICA: 90
E' una media tra un 100 "stilistico" e un 80 "tecnico". Il frame rate e la telecamera gridano vendetta ma SOTC da vedere resta uno spettacolo.

SONORO: 95
Colonna sonora cinematografica con musiche che si intonano perfettamente all'ambientazione.

GIOCABILITA': 85
Bisogna impratichirsi col sistema di controllo un po' macchinoso, poi tutto fila liscio.

LONGEVITA': 88
Siamo ai livelli del primo Ico, quindi non si tratta di un gioco lunghissimo, ma una volta completato si possono riaffrontare i colossi singolarmente sbloccando degli extra.

GLOBALE: 91
Nonostante alcune imperfezioni lo reputo un titolo validissimo, tra i migliori su PS2.

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