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Autore Topic: La saga di Monkey Island  (Letto 83 volte)

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Offline Ifride

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La saga di Monkey Island
« il: 30 Ottobre, 2020, 15:03:37 »


Arrivato con un mese di ritardo dai festeggiamenti per il trentennale mi pareva dovuto dedicare il nuovo topic "La saga di..." (qui, gli altri riferimenti:
La saga di Gabriel Knight
La saga di The Longest Journey
La saga di Thief

a una delle serie più importanti di sempre, non solo in ambito pc, ma dei videogiochi in generale, Monkey Island!

Se il compito sulla carta è sicuramente gravoso questa volta più di altre, mi aiuterò affidandomi al prode Diduz del mitico Lucasdelirum mecca per il giocatore d'avventure d'antan.
Il nostro infatti negli anni ha creato non solo interessantissimi articoli di riflessione su tutti i giochi Lucasarts ma ha allargato le riflessioni a ciò che orbita e ha orbitato attorno agli storici autori della casa di George, andando quindi a toccare anche argomenti che riguardano il game design in generale.

Allora, iniziamo col primo episodio, pietra miliare delle avventure grafiche tutte, vai con la sigla! ( :cry: :cry:)



Bene...sigh...sigh...scusate, troppo ricordi...
il mio incontro con il primo episodio è stato, se i ricordi non mi ingannano a casa di mio cugino con una versione, guardate un pò, piratata del gioco (strano eh?! :D anni dopo nel kickstarter per Thimbleweed Park Ron Gilbert metterà fra le cose da acquistare l'assoluzione simbolica proprio per aver giocato copie pirata delle avventure anni '90). Non ricordo molto se non che qualche anno dopo venni in possesso della versione economica detta "serie nera" su cd che ancora ho.
Ah, a proposito, sul collezionismo di tutte le versioni di Monkey Island c'è un mondo, ma che dico, universo e anche di più. Qualora foste interessati, andate qui:

https://www.oldgamesitalia.net/museo/lucasarts/

Beh, che dire sul primo episodio...è un capolavoro nel vero senso del termine, cioè di un qualcosa che ha cambia i paradigmi precedenti e apre la strada verso una visione diversa di quel campo in un media. Monkey island ha fatto questo; dopo di lui le avventure grafiche saranno completamente diverse e ancora oggi molti elementi implementati sono presenti nei giochi.
Il bello è che come in tutte le cose fatte seriamente, e analizzate ancora meglio, c'è dietro uno studio, un vero è proprio studio di game design.
E qui entra in gioco (è il caso di dirlo) il primo contributo di Diduz, con la traduzione proprio del documento che scrisse Ron Gilbert dopo aver finito lo sviluppo di Indiana Jones e l'ultima crociata e con quello di Monkey Island entrata nel vivo:

https://www.lucasdelirium.it/avventure.php

Metto in evidenza alcuni passi:

Mi piacciono i giochi il cui ritmo sia lento e in cui si sia ricompensati per la riflessione e l'immaginazione, piuttosto che per i propri riflessi rapidi.

L'altro fattore che si cela dietro alla denominazione "Film Interattivi" è ciò che io chiamo "L'invida dell'Hollywood". Un gran numero di persone nell'ambiente vorrebbe segretamente (e a volte nemmeno tanto segretamente) lavorare nel cinema, non scrivere videogiochi. E piantatela! Se davvero volete fare dei film, andate ad una scuola di cinema e lasciate il game-design a quelli che vogliono fare i giochi!

Che goduria questo passaggio, quanto è vero! Quanti giochi non sono giochi oggi, in particolare fra le grandi produzioni, ma soprattutto cercano di far finta di esserlo, quando invece secondo me una categoria come i walk simulator sono quantomeno onesti con se stessi...ma divago.

Qualcuno dice che queste regole rendono il gioco troppo facile. Non sono d'accordo. Ciò che rende i giochi difficili da giocare sono gli enigmi arbitrari e sconnessi. La maggior parte di questi si risolve per caso o con ripetitive sessioni passate a digitare "accendi la candela con il fiammifero", "accendi la carta con il fiammifero", "accendi il tappeto con il fiammifero", finché non succede qualcosa. Questa non è difficoltà, è masturbazione.

e vabbè proseguite voi che saranno poi enumerate le varie leggi per il gioco ideale di Ron.

Quello si evince quindi è una visione molto ben precisa e chiara di cosa vuole Ron da un videogioco di questa tipologia, ed effettivamente Monkey Island è un perfetto manifesto di una certosina ricerca di game design. Questo anche per dire che non ci si improvvisa dall'oggi al domani come un programmatore, cosa che dovrebbe riguardare, in questo momento storico in cui tutti vogliono parlare di tutto senza averne le competenza, per ogni ambito.

Il gioco vende bene ma non benissimo, soprattutto negli Usa, dove il dominio Sierra è quasi schiacciante, ma in Europa invece riesce a ritagliarsi una fetta di affezionati che crescerà nel tempo fino a farlo diventare meritatamente una pietra miliare per tutti.

In quest'ultimo mese e mezzo sono usciti molti articoli a riguardo e ne segnalo qualcuno:
Qui un documentario molto completo:



Interessante perchè l'autore è riuscito a coinvolgere gli autori originari, che ricordiamo oltre a Gilbert, erano Tim Shafer, Dave Grossman come game designer e scrittori, Steve Purcell e Mark Ferrari per la parte grafica e Micheal Land per quella sonora.
Qui i dettagli: https://www.lucasdelirium.it/monkey1.php#credits
e nella pagina principale, nell'aggiornamento di questo mese (25/10/2020) trovate pure un sunto del doc
https://www.lucasdelirium.it/index.php

Scheda di Diduz di approfondimento: https://www.lucasdelirium.it/monkey1.php
Momento cult (ce ne sono tanti):


Ho trovato solo la versione remastered purtroppo di questa geniale conversazione.

Traccia cult:




Pur amando moltissimo anche il primo episodio, il mio preferito è però il secondo. Perchè? Presto detto, è quello di cui ricordo molto di più sia sull'acquisto che sulle giocate.
Vi ho detto che del primo avevo la versione economica cto serie nera (dalla costina laterale), no? Quindi chiesi a mio padre per il secondo quella stessa versione, in un momento in cui avevo l'influenza (ahhh le febbri! Ebbi anche super mario bros 3 allo stesso modo  :pray: :D ).
Quando tornò con il big box, per me inizialmente fu una delusione, non capendo invece che mi era andata benissimo! Non solo l'edizione è quella originale e più bella, ma naturalmente nel tempo è lei che ha preso un sacco di valore, come tutte le edizioni boxate lucas.

Comunque il gioco è la naturale evoluzione del primo Monkey. Sviluppato a ridosso del concluso precedente episodio, il sequel migliorò quella che era possibile migliorare, cioè, sia i fondali, ora disegnati a mano, sia le musiche, che con la tecnologia dell'Imuse cambiavano traccia a seconda della situazione e infine la complessità del game design che si svolgeva in più isole e con addirittura la scelta del livello di difficoltà per gli avventurieri meno avvezzi.

Insomma pure lui un capolavoro
Qui la scheda di Diduz:
https://www.lucasdelirium.it/monkey2.php
Scena Cult:


Traccia Cult:


Il finale poi è uno dei più famosi dell'intero mondo dei videogiochi, criptico come pochi e che lascia tanto in sospeso per un terzo episodio che...

non arriverà mai, anzi, sì arriverà, ma non più con Ron Gilbert alla regia, visto che l'autore andrà via da LucasArts a fine lavori.

Negli anni si è spesso tornati sull'argomento, sperando che Ron riuscisse ad avere sia la voglia che la possibilità di fare il suo terzo episodio ma ancora non c'è stata la possibilità. Il problema maggiore è che ha sempre dichiarato di non voler soltanto la licenza di farlo ma vorrebbe proprio il possesso del marchio e considerando che ormai è della Disney la cosa sembra molto improbabile. Forse però ultimamente ha smorzato le sua richiesta dicendo che vorrebbe "soltanto" la totale libertà creativa, chissà...
Per tutto il resto qui l'articolo sul suo ipotetico terzo episodio e i possibili scenari sempre a firma Diduz

https://www.lucasdelirium.it/monkey3a.php




Il terzo episodio però l'hanno fatto veramente, anche senza Ron, e non è che sia uscito così male, anzi, lo considero anche lui bellissimo!

Abbandonata la pixel art Jonathan Ackley e Larry Ahern prendono la direzione del progetto e diciamo che riescono nei loro intenti. C'era la difficoltà non solo di prendere i remi di una saga che era stata piena espressione del suo autore, ma anche di riuscire a spiegare in maniera chiara quello strano finale e portarlo su dei binari sensati per poi sviluppare il proprio plot.
La spiegazione non è totalmente riuscita, ma allo stesso tempo riesce comunque a stare in piedi.
Come dicevo, lo stile è cambiato, ma non per questo non è di altissima qualità:
si opta per il cartoonesco, e qui lo stesso  Larry Ahern insieme a Bill Tiller fanno un lavoro fenomenale che non a caso regge tranquillamente ancora oggi. Si aggiungono anche le voci con una doppiaggio italiano fatto benissimo, anche lui storico ormai.
Una possibile critica la si può fare all'identità di Guybrush che qui incomincia a diventare un pò quasi macchietta rispetto ai primi due episodi, ma è il tono di tutto il gioco sicuramente più demenziale rispetto ai capostipiti. Chi non ricorda il mitico Murray?

Scheda di Diduz: https://www.lucasdelirium.it/monkey3.php#analisi
Scena Cult:


Traccia Cult:




Il quarto episodio...

Ehm...

Ne dobbiamo parlare per forza?  :D
Vabbè dai, qualche cosina:
si compie il salto al 3D avvenuto in casa Lucas col precedente Grim Fandango di Shafer, ormai le mode sono queste, ma sopravvivono i fondali 2D come nel gioco bellissimo di Shafer. Cambiano anche i registi, sono Sean Clark e Mike Stemmle.
Purtroppo la scrittura, pur cercando di parlare di temi come il consumismo, non riesce a essere brillante e, se in linea generale l'avventura si può comunque considerare piacevole (il mio ricordo è di due mesi fa quando ho cercato per l'ultima volta di completarlo), il tutto viene a mio parere vanificato del Monkey Kombat.

Il Monkey Kombat mamma mia. E' qui che mi sono fermato nell'ultima run e poco da fare è di un fastidioso e poco riuscito più unico che raro. Cercando di scimmiottare (il termine non è usato a caso) i combattimenti a insulti del primo e del terzo (con qualche variazione) non riesce a essere l'unica cosa che queste parentesi "action" (per modo di dire) avevano brillantemente raggiunto, cioè dei cambiamenti di ritmo divertenti.
Troppe le combinazioni da ricordare e mettere assieme, per di più se si vuole fare tutto con una soluzione non si può facilmente perchè a ogni partita la combinazione cambia. Un disastro.
E infatti è ufficialmente l'ultima avventura prodotta dalla Lucas.

Scheda di Diduz: https://www.lucasdelirium.it/monkey4.php



L'ultimo (speriamo solo per ora) capitolo della saga è il riuscito (a quanto ho letto negli anni da tutta la comunità di aficionados, perchè ancora stranamente non l'ho giocato) Tales of Monkey Island.

Sviluppato da TellTales (quelli delle stagioni di Sam e Max e di The Walking Dead), che erano quasi tutti transfughi ex Lucas, e che l'hanno avuto in licenza dalla stessa, il gioco è stato diviso per episodi poi alla fine riuniti in un unico pacchetto.
Al ritorno alla regia abbiamo il Mike Stemmle di "Fuga", che alla scrittura del soggetto è stato affiancato da un altro ritorno storico, quello di Dave Grossman, scrittore insieme a Gilbert e Shafer dei primi due.
Il taglio per quanto possa aver capito è più vicino a quello degli episodi Gilbertiani, anche perchè quest'ultimo torna in vista di collaboratore/consigliere esterno.
Viene utilizzato ancora il 3D, ma qui forse con risultati migliori del quarto episodio più per lo stile utilizzato che per le tecniche del tempo.
Scheda di Diduz:
https://www.lucasdelirium.it/tomi.php

Che dire altro...ah! Nello stesso periodo di uscita del quinto gioco della saga, la Lucas rimasterizzo totalmente i primi due episodi con risultati alterni. Se nel primo fu totalmente cannato il design grafico di Guybrush, nel secondo corressero con ottimi risultati il tiro. In più ebbero la buona idea di permettere con uno switch rapido di passare dalla versione rimasterizzata  all'originale.
Schede di Diduz:
https://www.lucasdelirium.it/mise.php
https://www.lucasdelirium.it/mise2.php

Quelle che secondo me però sono i meriti maggiori di quest'operazione sono il riarrangiamento e rimasterizzazione delle musiche originali. Un lavoro fantastico, degno di essere pubblicato a parte.
Qui un esempio:



A voi con ricordi, riflessioni e boccali di Grog!!!

(ma non fate una gara di sputi per favore) ;D




« Ultima modifica: 2 Novembre, 2020, 09:07:31 da Ifride »

Offline Sensei

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Re:La saga di Monkey Island
« Risposta #1 il: 1 Novembre, 2020, 23:49:23 »
Gran bel tuffo nel passato. Grazie e complimenti per l’articolo.
Il terzo capitolo non mi ha fatto impazzire come i primi due, anzi devo dire che ho un ricordo assai sbiadito. Il quarto non l’ho neanche giocato.

Non so se recupererò mai gli ultimi giochi però di una cosa sono sicuro ad oggi per me Monkey Island (1-2) rimane la miglior avventura punta e clicca di sempre.

 :gogogo:

Offline Turrican3

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Re:La saga di Monkey Island
« Risposta #2 il: 2 Novembre, 2020, 08:25:59 »
Eh sì, bravissimo Ifry. :inlove: :sisi:

Che dire, come già rimarcato in varie occasioni Indiana Jones and the Fate of Atlantis e Day of the Tentacle sono e saranno sempre nel mio cuore, ma credo che il mio legame con la saga di Monkey Island sia un qualcosa di ancora più potente, un po' per il periodo in cui li ho vissute, certamente tanto anche per il fatto che all'atto pratico il capostipite fu la prima avventura grafica che portai a termine - con grande soddisfazione e perdipiù su Amiga, con tanto di adattamento del sonoro a cura di Chris Huelsbeck (e l'amico di sempre Rudi Stember), insomma cosa potevo desiderare di più?
(beh una tavolozza con qualche decina di colori supportati supplementari ad esempio, ma il chipset AGA era ancora di la' da venire - comunque mai l'avrebbero finito per supportare ahimè - e in ogni caso la conversione fu nel complesso molto dignitosa, come testimoniato dal solito grande Diduz)

Offline Ifride

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Re:La saga di Monkey Island
« Risposta #3 il: 2 Novembre, 2020, 09:04:48 »
Grazie ragazzi, anche se non l'ho ancora giocato (ma dopo questo articolo l'ho reinstallato) consiglio di tenere in alta considerazione l'ultimo dei TellTale a episodi che le vibrazioni sono molto positive.

Intanto è uscita un'intervista al terzo sceneggiatore dei primi due Monkey e del quinto Dave Grossman.



e in più venerdì si è svolto in streaming a pagamento (solo 10 euro per una fondazione di preservazione dei videogiochi), un incontro con Ron Gilbert che ha fatto vedere un pò dei suoi archivi con i sorgenti di Monkey Island!
Qui alcune foto con scene di MI2 mai arrivate nel gioco finale

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2812353158978438&id=1742350869312011&ref=m_notif&notif_t=feedback_reaction_generic


ps: Maestro riprova col terzo che è bellissimo!
« Ultima modifica: 2 Novembre, 2020, 09:06:43 da Ifride »

Offline Bluforce

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Re:La saga di Monkey Island
« Risposta #4 il: 2 Novembre, 2020, 12:42:05 »

Offline Ifride

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Re:La saga di Monkey Island
« Risposta #5 il: 5 Novembre, 2020, 14:03:37 »
Grazie dei link Blu.

Offline Giulo75

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Re:La saga di Monkey Island
« Risposta #6 il: 5 Novembre, 2020, 20:41:43 »
Che belli i topic di Ifride.
Quanti ricordi ridestati...

Offline Ifride

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Re:La saga di Monkey Island
« Risposta #7 il: 5 Novembre, 2020, 22:09:46 »
Grazie Giulo!!  :inlove:

Offline Ifride

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Re:La saga di Monkey Island
« Risposta #8 il: 19 Novembre, 2020, 09:31:11 »
Intervista - dallo stesso che l'ha fatta a Gilbert poco tempo fa - a Mark Ferrari, il grandissimo pixel artist dietro i fondali di Monkey, ma anche Loom e il recente Thimbleweed Park.


 

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